Il Castello di Pino


La Repubblica di Amalfi, intuendo l’importanza strategico – militare della collinetta di Pino, fece fortificare il “Castrum Pini”, trasformandolo da semplice torre in castello inespugnabile a difesa del territorio. Ciò consentiva il controllo di tutta la Conca e si dimostrò valido centro di difesa, quando agli inizi dell’ XI secolo schiere di Longobardi invasero il territorio rendendo incoltivabili le terre di pertinenza del castello.

Attorno al Castello di Pino, cinto di solide mura, guardiole e torricelle, costruirono le loro residenze numerose famiglie, in cerca di maggiore sicurezza, una di queste, la famiglia D’Angillano, edificò (su di una presistente cappella, alla quale si accedeva tramite una scala) nel 1317, la magnifica Chiesa di Santa Maria del Pino, un gotico a tre navi con lastrico antico, gravemente danneggiata dal sisma del 1931 e, soprattutto dal quello del 1980.

Solo la chiesa della Madonna di Pino sopravvisse e fu frequentata a fasi alterne. Recentemente restaurata, la chiesa di Pino viene riaperta una volta all’ anno nel periodo pasquale ma si può visitare in gruppi prenotabili presso l’Infopoint di Pimonte.

L’ edificio sacro risale alla seconda metà del XIII secolo e si trova al centro dell’ area del castello. Si raggiunge lungo un tortuoso sentiero che si snoda tra boschi di querce e castagni, segnato da muretti a secco di antichi terrazzamenti, destinati a ospitare orti e vigne.

Su tutta la collinetta sono ancora oggi sparsi resti delle antiche costruzioni abbandonate, oltre a ruderi di chiese abbandonate da secoli un tempo mete di numerosissimi pellegrinaggi (quella di san Giacomo, di Santa Barbara, di Santa Margherita e più su quella del Salvatore a Lattara).

Il panorama e la natura circostante ne fanno il centro di una perfetta escursione montana.