I Cavalieri di Amalfi (poi di Malta)

Il primo ordine monastico-cavalleresco della Storia, quello, cioè, dei Cavalieri Ospedalieri di S. Giovanni di Gerusalemme, oggi di Malta, fu fondato da fra’ Beato Gerardo Sasso di Scala d’Amalfi, priore dell’ospedale amalfitano di S. Giovanni di Gerusalemme.  Alcuni mercanti della Repubblica di Amalfi ottennero nel 1048 dal Califfo d’Egitto il permesso di costruire a Gerusalemme una chiesa, un convento ed un ospedale nel quale accogliere pellegrini do ogni fede e razza. Il suo stemma riportava un ottagono a ricordo delle Otto Beatitudini di San Matteo.[1]

Il nuovo Ordine, diviene indipendente sotto la guida del suo fondatore Beato Gerardo. Esso, destinato a diventare braccio armato dei crociati fu approvato da Goffredo di Buglione  e nel 1099 fu riconosciuto ufficialmente con bolla del 1113 da papa Pasquale II. L’organismo assistenziale e cavalleresco amalfitano rispecchiava proprio i grandi valori spirituali e filantropici caratteristici della nobiltà amalfitana, emblematicamente sanciti dall’adozione da parte di Gerardo, è Ordine religioso laicale: come tale, quale simbolo per i suoi frati-cavalieri, della croce ottagona bianca in campo nero, già contrassegno della repubblica di Amalfi come si evince dalla sua moneta:  i suoi tarì d’oro, battuti dagli anni ’80 dell’XI secolo, la riportano con chiarezza.  Amalfi fu il primo Stato occidentale a coniare moneta d’oro dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente: il tarì amalfitano, derivato dall’omonima ed equivalente moneta araba, segno della ricchezza della repubblica marinara, fu accettato in tutto il Mediterraneo.

Nella zona della città, vicino alla spiaggia, c’era una piazza dove operavano i cambiavalute ed i firmatari delle banche fiorentine e senesi. La Zecca di Amalfi cessò la sua attività nel 1220, quando Federico II la chiuse.

L’Ordine si spostò, poi, a Rodi ed a Malta, dopo la caduta di Gerusalemme: oggi è a Roma, ma la sua bandiera riporta ancora la croce ottagonale bianca amalfitana, in campo rosso.

[1] «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.